Una nave ospedale che va incontro ai malati
 
di P.Colapinto
 
 


Una nave ospedale che va incontro ai malati

“Il sogno di un uomo appartiene solo a lui, il sogno di una coppia è un progetto, il sogno di tanti diventa realtà”.

E' con lo spirito di questo proverbio africano che si sono aperti i lavori della giornata dedicata alla 'Levina Italia', la nave ospedale progettata dal medico-chirurgo Luigi Gentilini presidente dell'associazione 'Med e Med Onlus’, ideata per raggiungere e portare assistenza sanitaria alle popolazioni delle rive del lago Vittoria, in Africa, isolate e svantaggiate nell’accesso alle cure mediche fondamentali.

Un progetto ambizioso, come ha illustrato lo stesso Gentilini a Roma presso il Centro per l’Assistenza Sociale e Culturale della Banca d’Italia e già presentato nel 2008, che richiede tutt’oggi l’appoggio di un notevole sforzo finanziario per le spese di costruzione e di acquisto dei macchinari. L’ospedale galleggiante sarà, infatti, un catamarano lungo 70-80 metri, dotato di una completa attrezzatura per emergenze mediche, chirurgiche, ostetriche, pediatriche ed ortopediche; prestazioni che avranno la possibilità di interagire mediante collegamenti di telemedicina e di teleconsulto tra strutture sanitarie locali e Istituti remoti.

La sala per la diagnostica per immagini verrà dotata di un dispositivo per la Tac e di un apparecchio radiologico, mentre saranno cinque gli ambienti sanitari necessari per garantire un’assistenza e formazione medica di qualità: il primo dedicato al pronto soccorso e all’accoglienza dei malati, il secondo alla diagnostica per immagini, radiologia ed ecografia, il terzo alla sala chirurgica destinata a diverse patologie, il quarto alla sala parto e assistenza al neonato.

Al piano più alto si troverà la sala riunioni e la sala Internet, per la formazione locale e a distanza.

L’Ospedale galleggiante dovrà divenire, inoltre, un laboratorio capace di ideare e testare le tecnologie più originali e raffinate destinate a produrre energia da fonti rinnovabili. La copertura del piano superiore della nave prevede, infatti, il posizionamento di pannelli solari di ultima generazione e di pale del ‘mini eolico’. Potenziando al massimo tali risorse, si arriverebbe vicino all’autonomia nella produzione di energia per alimentare i due propulsori, uno per ogni scafo del catamarano, le apparecchiature elettromedicali e per uso civile.

Infine, per non squilibrare l’eco-sistema del lago Vittoria, la raccolta e lo smaltimento corretto dei rifiuti prodotti dalla nave rappresenteranno un ulteriore obiettivo da conseguire.

L’incontro ha voluto lanciare anche un forte richiamo alle Istituzioni e alla società civile ad impegnarsi per una ‘salute senza confini’ e senza esclusioni, nel rispetto della dignità della persona, sostenendo progetti di crescita e sviluppo come il ‘Levina Italia’ portatore di conoscenze, tecniche e solidarietà in quelle aree dell'Africa sub-sahariana dove ancora oggi si muore di parto o per malattie e infezioni facilmente curabili.

Molti gli amici e i colleghi di Luigi Gentilini, chirurgo un po’ italiano e un po’ africano protagonista di almeno dieci missioni umanitarie e chirurgiche in Africa, intervenuti alla giornata per sostenere il suo progetto di ospedale mobile galleggiante, prima struttura medica concepita per andare incontro ai malati e non viceversa.

L’ammiraglio Vincenzo Martines,  medico e ispettore capo, dopo aver ricordato le eroiche esperienze sanitarie delle navi ospedale della Marina italiana in tempo di guerra e pace, ha evidenziato l’attenzione che Gentilini ha sempre riservato alle disagiate regioni dell’Africa nelle sue numerose missioni, guadagnandosi la stima e la fiducia delle autorità sanitarie e religiose locali. “Per questo oggi sono in molti – ha detto – ad attendere sia in Italia che in Africa la realizzazione dell’impegnativo e sentito progetto della Nave Ospedale di Gentilini, un mezzo per contrastare almeno un po’ il dramma dell’emergenza sanitaria in quel continente”.

Padre Alfonso Bruno, sacerdote in Africa, riferendosi all’idea di Gentilini di una nave ospedale che dal lago Vittoria vuole farsi vicina, cioè prossima, alle popolazioni ammalate che vivono fuori dalle normali rotte della comunicazione, sottolineando come la vocazione del medico risponda proprio a questa sensibilità ha commentato che “Il prendersi cura di chi ha il cuore ferito o il corpo infermo è la maniera più autentica per farsi ‘prossimo’ e riconoscere il ‘prossimo’” .

Infine Mario Bernardini, presidente di Stampa Medica Italiana, nel suo intervento ha evidenziato la figura di Luigi Gentilini come medico internazionale, ed auspicato l’inizio della nascita di una visione più ampia della società che vada oltre le nazioni, allargata alle esigenze e alle richieste che provengono fuori dai confini dalla nostra Patria. “L’anello più debole della catena degli interventi - ha detto- è proprio il singolo quando si trova in uno stato di sofferenza o di malattia, ed è sul singolo, come persona, che bisogna intervenire”.

Paola Colapinto 
   

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