Roma 06 marzo 2012
 
La Donazione del Sangue del Cordone Ombelicale
 
di Redazione (P.Colapinto)
 
 


La Donazione del Sangue del Cordone Ombelicale

Informazione e Sensibilizzazione

In quest’epoca di continuo progresso della ricerca medica la sopravvivenza di molti pazienti affetti da leucemia o da altre gravi malattie ematologiche dipende dalla possibilità di effettuare il trapianto di cellule staminali, ossia di ricostituire il midollo osseo danneggiato dalla malattia attraverso l’infusione di cellule definite per l’appunto ‘cellule staminali’, per la capacità di evolvere per rigenerare gli elementi costitutivi del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.

Tra le risorse naturali di cellule staminali umane una è rappresentata dal sangue del cordone ombelicale, prelevato al momento del parto dal cordone reciso. Nel sangue placentare, infatti, si trovano, cellule staminali simili a quelle presenti nel midollo osseo, efficaci anch’esse a scopo trapiantologico per la cura di leucemie ed altre gravi malattie ematologiche.

Il potenziale valore curativo del sangue cordonale è oggi scientificamente riconosciuto e disciplinato all’interno della normativa vigente che regolamenta la volontarietà della donazione.

La donna che decide di donare volontariamente il sangue cordonale del proprio figlio può, dunque, offrire una concreta speranza di guarigione a numerosi pazienti, sia giovani che adulti.

Informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore e sul significato della donazione del sangue placentare, preziosa fonte di vita considerata un tempo ‘rifiuto speciale’, è stato l’obiettivo del Convegno “La Donazione del Sangue del Cordone Ombelicale. Informazione e Sensibilizzazione” organizzato da Lions Club Roma Castel Sant’Angelo, tenutosi a Roma sabato 3 marzo presso l’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria, nel Complesso Monumentale dell’Ospedale Santo Spirito, che ha ascoltato esperti della materia sull’importanza di questa procedura per gli obiettivi di ricerca scientifica e per le applicazioni medico-curative già possibili, considerando anche gli aspetti bioetici e legislativi in esso coinvolti.

Ha moderato i lavori il dott. Mario Bernardini, medico e giornalista, presidente della Stampa Medica Italiana (ASMI-FNSI).

Nel suo intervento su ‘Esperienza clinica nel trapianto di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale’, il Prof. William Arcese, Ordinario di Ematologia e Direttore del “Rome Transplant Network” U.O.C. Trapianto Cellule Staminali presso il Policlinico Universitario ‘Tor Vergata’, ha illustrato come ad oggi siano stati effettuati oltre 10.000 trapianti di staminali emopoietiche ricavate da sangue cordonale, di cui quasi 700 in Italia, raggiungendo gli stessi risultati ottenuti con cellule staminali da midollo o da sangue periferico, con il vantaggio di poter effettuare i trapianti anche tra soggetti non perfettamente compatibili.

La possibilità di effettuare trapianti con sangue cordonale ha indotto la creazione di vere e proprie ‘banche’ dove poter conservare le unità di sangue raccolte dalle donatrici. Il numero delle banche di sangue cordonale è aumentato molto rapidamente negli ultimi anni: in tutto il mondo si contano oltre 400.000 campioni di sangue crioconservati, al momento disponibili all'uso trapiantologico in oltre 100 banche. In Italia le banche di sangue cordonale, istituite esclusivamente all’interno di strutture pubbliche, sono attualmente 19 e conservano circa 20.000 unità di sangue cordonale, di cui circa 800 sono state già utilizzate a scopo trapiantologico, sia in Italia che all’estero.

Assente per imprevisti motivi professionali, il Prof. Arcese ha sinteticamente esposto i contenuti della relazione preparata dalla Dott.ssa Maria Cristina Tirindelli, presidente ADISCO, su : ‘Come, dove e quando donare il sangue del cordone ombelicale’. La donazione al momento del parto nelle sedi opportunamente attrezzate avviene con il consenso informato della donatrice senza alcun rischio per la stessa e per il nascituro che sono seguite e controllate come sarà controllato l’oggetto della donazione per la crioconservazione e la potenziale utilizzazione per necessità anche di altri soggetti.

Ad approfondire la parte legislativa che attualmente regolamenta la donazione di sangue placentare è stato il Prof. Giuseppe Mulas, Primario di Ematologia del Centro Trasfusionale in Sardegna, che nel suo intervento su ‘Legislazione Italiana e Prospettive’ ha sottolineato come la donazione della placenta e del sangue da cordone ombelicale sia un gesto volontario, gratuito e anonimo, garantito dal SSN nel rispetto dei principi di equità e di pari opportunità di accesso alle cure.

Incentivare, senza imporre la cultura del ‘dono’ come gesto di solidarietà sociale a beneficio della comunità, è stato il messaggio lanciato dal Prof. Gonzalo Miranda L.C., Preside della Facoltà di Bioetica presso l’Ateneo Pontificio ‘Regina Apostolorum’. Nel suo intervento “La cultura del dono, tra famiglia e società” il relatore ha affrontato gli aspetti etici legati alla donazione del sangue cordonale in relazione all’ipotesi di una sua conservazione ‘autologa’, cioè per uso personale quale ipotetica ‘assicurazione per il futuro’, che può prevedere l’istituzione di banche private con scopo di lucro, al momento non previste per il principio secondo il quale il sangue umano non può essere fonte di profitto.

Ha concluso il Convegno il Prof. Romano Forleo, ginecologo e membro del Comitato Nazionale di Bioetica che, ricordando la sua esperienza professionale, ha sottolineato i cambiamenti introdotti dal progresso della ricerca in medicina che sembrano favorire le scelte delle nuove generazioni ‘Verso una medicina per la felicità’.

Da alcuni interventi dei presenti e risposte dei relatori, dal Convegno al quale ha partecipato il dott. Theodore Loko, Ambasciatore del Benin presso la Santa Sede e membro onorario del Lions Club Roma Castel Sant'Angelo, è emerso come sia particolarmente importante, oggi, coinvolgere nella donazione del sangue del cordone ombelicale le donne di nazionalità straniera, poiché i gli ammalati stranieri che necessitano di un trapianto di staminali hanno minori possibilità di trovare un cordone compatibile rispetto ai malati italiani in quanto le caratteristiche genetiche fondamentali per la compatibilità e il buon esito dei trapianti sono diverse in ogni popolazione.

 
   

Accademia di Storia dell'Arte Sanitaria - Via Sassia 3, 00193 - Roma | Tel.: 06.6893051 | Fax.: 06.6833485
e-mail: segreteria@asas-accademia.it