Roma 09/10/2011
 
La professione farmaceutica dagli speziali del medioevo agli odierni farmacisti
 
di Paola Colapinto
 
 


La professione farmaceutica

dagli speziali del medioevo agli odierni farmacisti 

Dalla nascita della figura del farmacista, divenuta autonoma nel XIII secolo rispetto a quella del medico,  all’evoluzione della professione di medico e farmacista fino ai giorni nostri, e ancora dalla storia delle antiche farmacie, quando ancora si chiamavano speziere, alla creazione delle farmacie conventuali romane all’indomani dell’Unità d’Italia.

Questi i temi affrontati, sabato 8 ottobre, nella Giornata di Studio organizzata dall’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria nell’ambito delle Celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, dal titolo “L’evoluzione della professione farmaceutica: un viaggio nel tempo, per capire il presente e progettare il futuro”. 

In nessun’altra attività professionale, come in quella del farmacista, si è potuto assistere ad una evoluzione tale da comportare una completa modifica dell’attività stessa. La preparazione del farmaco che lo speziale, cioè l’odierno farmacista, eseguiva nella sua bottega o spezieria, oggi viene effettuata dall’industria farmaceutica che ha avuto negli ultimi anni uno sviluppo eccezionale.

Al farmacista è rimasta oggi la distribuzione del farmaco, ed è proprio in questa attività che egli può manifestare tutta la sua professionalità: grazie alla preparazione professionale avuta nel corso degli studi, è infatti l’unico sanitario che conoscendo la corretta composizione chimica dei farmaci è in grado di raccomandare in loco il paziente sia sul corretto uso delle dosi e dei momenti dell’assunzione, che sulle controindicazioni, gli effetti collaterali e le interazioni con gli altri farmaci. Ma, oltre alla distribuzione del farmaco, il farmacista oggi può esprimere la sua professionalità anche attraverso il ruolo di educatore sanitario, consulente esperto e analista chimico-clinico.

 

Ad aprire i lavori del Convegno su “L’evoluzione della professione farmaceutica: un viaggio nel tempo, per capire il presente e progettare il futuro”, che si è svolto nella Sala Alessandrina del Museo Storico Nazionale dell’Arte Sanitaria sono stati Gianni Iacovelli, Presidente dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria, che si è soffermato sul tema de “Gli speziali nel medioevo e le Costitutiones di Federico II”, ed il Professor Alberto Fidanza che ha ricordato l’eccezionale contributo dato dai farmacisti all’Unità d’Italia, nell’assicurare un servizio particolarmente qualificato per la salute ed il benessere degli italiani all’epoca dell’unificazione.

 “Parlare della farmacia oggi significa, in larga parte, parlare della rilevante evoluzione che questo presidio di salute ha conosciuto nel tempo, in ragione delle spinte determinanti imposte dallo sviluppo medico-scientifico, dalle trasformazioni politiche e sociali, dalle dinamiche economiche e dalle scelte legislative”, ha spiegato Emilio Croce, Presidente dell’Ordine dei Farmacisti, intervenuto al Convegno sul tema della professione del farmacista oggi. “Queste ultime, in particolare, quelle compiute nell’ultimo decennio – ha proseguito Croce – hanno letteralmente prodotto una rivoluzione nel sistema della distribuzione del farmaco, introducendo la possibilità di distribuire i farmaci in assistenza diretta anche in altre strutture, come avviene per le aziende sanitarie locali e le aziende ospedaliere, e consentendo alle cosiddette ‘parafarmacie’ ed agli appositi corner farmaceutici istituiti presso la grande distribuzione di vendere farmaci non soggetti a prescrizione medica, purché in presenza di un farmacista”.

“Non è dunque improprio sostenere – ha evidenziato il Presidente dell’Ordine dei Farmacisti – che nel primo decennio di questo millennio, si sono generate le condizioni per una rivoluzione copernicana del sistema farmaceutico: la farmacia non è più il solo deputato alla distribuzione del farmaco, com’è stato per secoli fino agli inizi di questo millennio, ma qualcosa di altro, di diverso e di più, è un presidio di salute dove il cittadino insieme  al farmaco può richiedere consulenze sulla salute ed una serie di servizi sanitari, quali la consegna domiciliare dei farmaci, la disponibilità di apparecchiature mediche, le prestazioni di personale infermieristico e fisioterapico prescritte dal medico di famiglia, e ancora la prenotazione di esami diagnostici, il ritiro di referti e il pagamento del ticket sanitario. Le oltre sedici mila farmacie presenti sul territorio nazionale – ha concluso – vedranno sempre più accentuata la loro condizione di presidio di salute di prossimità e saranno in grado di provvedere ad una gamma sempre più ampia di servizi”.

Il Prof. Eugenio Gaudio, Preside della Facoltà di Farmacia e Medicina dell’Università “La Sapienza” di Roma, con il suo intervento ha messo a confronto le due figure professionali di farmacista e medico chiamate oggi ad affrontare lo stesso scenario di salute contraddistinto dalla nascita di nuove problematiche sanitarie legate soprattutto alla cronicizzazione delle malattie neoplastiche, alla diffusione dell’obesità nella popolazione infantile, con il conseguente rischio di abbassamento dell’aspettativa di vita nel prossimo futuro, e al mancato controllo di patologie invece facilmente controllabili come ad esempio quelle cardiovascolari.

   
   

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