Roma 20 marzo 2010
 
Accademia di Storia dell'Arte Sanitaria
 
di (M.B. - ASAS)
 
 


Inaugurazione Anno Accademico 2009-2010 

La sala Alessandrina che, nel Complesso monumentale dell’Ospedale di Santo Spirito a Roma, è parte del Museo Storico dell’Arte Sanitaria, ha recentemente ospitato l’inaugurazione dell’Anno Accademico della omonima Accademia nel novantesimo anno dalla sua fondazione.E’ infatti fin dal 1920 che l’Istituto storico dell’arte sanitaria, Ente morale dal 1922, ha sede nello stesso Museo prima che un Regio Decreto del 1934 gli attribuisse l’attuale denominazione di ‘Accademia’ confermandone la finalità della ‘diffusione e incremento degli studi storici dell’arte sanitaria, in tutti i suoi aspetti e rapporti’

Ha aperto la cerimonia inaugurale il Prof. Gianni Iacovelli, medico con oltre 50 anni di laurea e già docente di Storia della medicina nell’Università di Messina, che nel suo saluto ha anticipato la sua ferma intenzione, con il sostegno del Consiglio di Reggenza e dell’intero Corpo accademico, di realizzare ‘una vera e propria ristrutturazione di questa istituzione quasi centenaria’.

La stessa inaugurazione dell’anno accademico è avvenuta con ritardo rispetto agli anni passati per le vicende elettorali che nell’ottobre scorso hanno portato il Prof. Iacovelli alla Presidenza dell’Accademia e a quella del vice-presidente, medico e giornalista Dr. Mario Bernardini, alla successiva ratifica con Decreto del Ministro per i Beni e le Attività Culturali nel dicembre scorso.

L’attività dell’Accademia, come è precisato nel suo Statuto, si realizza principalmente ‘con periodiche riunioni e con la pubblicazione degli atti e memorie; con l’accrescere la raccolta del museo, dell’archivio e della biblioteca già esistenti; con concorsi a premi’.

Nel poco tempo trascorso, ha ricordato Iacovelli, ‘sono stati già realizzati due eventi importanti sulla lotta al fumo e sulla salute della donna e sono ripresi i rapporti con le altre Istituzioni culturali e scientifiche e, prime fra tutte, con le Università’ .

Proprio sul tema scelto per l’inaugurazione dell’anno accademico ‘Goffredo Mameli e la Repubblica Romana del 1949’ è stato distribuito un opuscolo come ‘numero unico’ che prelude alla volontà di ripresa della pubblicazione di un periodico sugli ‘Atti e memorie dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria’.

Il 1849 è stato un anno importante per un processo complesso come quello del Risorgimento italiano ed il Museo conserva tra i suoi cimeli la lastra di marmo sulla quale fu deposto il cadavere di Goffredo Mameli deceduto per le conseguenze di una ferita riportata in quella occasione.

Per questo è anche intenzione dell’Accademia celebrare nel 2011 con i 150 anni dell’unità d’Italia anche i suoi cento anni con una Mostra che illustri i progressi in medicina di quest’ultimo periodo storico. ‘Questo - ha concluso Iacovelli – senza alcuna retorica celebrativa. Ma per rammentare a tutti noi gli ideali che portarono all’unità d’Italia e soprattutto quello della libertà che deve collegare in modo indissolubile gli uomini di ogni razza e condizione in ogni parte del mondo’.

Nel corso della mattinata agli interventi e le prolusioni in programma dei relatori, prof. Bruno Zanobio (Presidente Onorario della Società Italiana di Storia della Medicina), prof. Mario Di Napoli (Presidente della Associazione Mazziniana Italiana), prof. Giuseppe Monsagrati (Ordinario di Storia Contemporanea Università ‘La Sapienza’ di Roma), prof. Giuseppe Armocida (Ordinario di Storia della Medicina Università dell’Insubria e Presidente della Società Italiana di Storia della Medicina) sono seguiti i saluti del Ministro per le politiche europee Andrea Ronchi, del Presidente della Commissione Affari Sociali Giuseppe Palumbo, della Senatrice Mariapia Garavaglia e del Sen. Adriano Bompiani.La cerimonia si è conclusa con la consegna della Medaglia d’Oro per la Umanizzazione della medicina al dott. Agostino Di Donna per il Centro Internazionale Radio Medico (C.I.R.M.) e di due riconoscimenti di benemerenza agli Accademici Luigi Gentilini e Giuseppe Salvatore per attività sanitarie in campo umanitario in Africa.

   

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